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Kubed

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Centro informazioni turistiche:Tic Koper
Titov trg 3, 6000 Koper
++386 5 664 64 03
236 m
Altitudine
nella campagna
Il villaggio di case addossate, vista la sua posizione strategica su una rotta di importanza anche commerciale durante il periodo di risveglio nazio-nale, si annovera tra i paesi più celebri dell’Istria slovena.

Il villaggio si trova nella parte finale della vallata di Gračišče-Kubed, lungo la quale scorre la strada che dalla valle del Rižana (Risano) porta a Buzet. A nord-est la vallata è cinta da un rilievo di pietra calcarea detto Lačna (451 m) e, dall’altra parte della stretta gola del torrente Rakovec, dal rilievo Grad (262 m), che termina a Skrajnik, dove il terreno si fonde con il Griža (262 m) sopra la valle del Rižana (Risano). A ovest è invece contornato da uno sperone di flysch con le alture Čela (242 m) e Varda (272 m). A est del Griža e del Grad si innalza un altro rilievo di flysch, il Krašca (272 m); il suo versante sudoccidentale è attraversato dalla strada che porta da Mostičje a Kubed. Il villaggio è disposto su più livelli sul versante soleggiato del rilievo Grad. È suddiviso in più frazioni: Križišče (situata lungo la strada), Potok e Grad. A nort-ovest del centro del villaggio si trova anche la frazione Skrajniki (detta anche Brtači), attraversata dalla strada che dal villaggio porta a Grad. L’area di Kubed, importante insediamento lungo le strade che portavano dall’entroterra istriano alla valle del Rižana (Risano) e poi fino alla costa, era popolata già nell’antichità. In base ai ritrovamenti sui vicini rilievi Krašca e Varda nonché nelle grotte carsiche si suppone che l’area fosse abitata già nella prima età del ferro, che coincide con la cultura abitativa dei castellieri. Numerosi ritrovamenti archeologici di epoca romana testimoniano l’importante collegamento stradale che si stagliava sul ciglione che da Kubed (Castrum Cubitum) attraverso Sveti Anton e Čežarji portava fino alla costa. Il villaggio si sviluppò nell’Alto Medioevo, quando quest’area rientrava tra i possedimenti ecclesiastici della diocesi di Trieste e poi di quella di Capodistria. Kubed (detto anche Cubida) è menzionato nell’atto di donazione del 1067 dell’imperatore germanico Enrico IV al vescovo di Frisinga Ellenhard; a prescindere da ciò, quest’area era un possedimento allodiale del conte Ulrico II di Weimar e, suc-cessivamente, dei patriarchi di Aquileia. Si suppone che la parrocchia di Kubed con il cimitero risalga proprio a quell’epoca. Kubed, insieme a Hrastovlje, Movraž, Sočerga e altri villaggi, già nel XII secolo faceva parte del territorio più ampio della città di Capodistria (Agro distrettuale); dalla metà del XIII secolo costituiva invece, insieme ai villaggi del Kraški rob (Ciglione carsico), uno stretto lembo di terra a difesa del territorio di Capodistria. Come possedimento feudale della diocesi di Capodistria, nel periodo del dominio di Venezia, Kubed appartenne alle famiglie nobili dei Bratti (XVI secolo) e Vergerio (XVII secolo). La natura, con le pareti rocciose a strapiombo, creò le condizioni ottimali per la costruzione di un forte, pertanto Venezia, nel periodo delle incursioni turche e delle guerre contro gli Asburgo, fece rafforzare con una fortificazione il rilievo roccioso. Nel XVI secolo Kubed rappresentava un importante caposaldo di difesa (detto kaštel - castello) e divenne pertanto la sede del cosiddetto connestabile, un dignitario dell’esercito contadino (cerna / černida) con una guarnigione stabile. Anche durante la Guerra degli Uscocchi (1615-1617) Kubed fu nuovamente fortificato; con la diminuzione del pericolo rappresentato delle guerre, tuttavia, l’importanza del forte iniziò a venir meno. In questo periodo il villaggio ricoprì un importante ruolo come sede della parrocchia capitolare. Con l’istituzione dei vicariati esterni nel XVII secolo, in quello di Kubed vennero incluse le parrocchie di Sočerga, Truške, Marezige, Sv. Anton, Tinjan, Dekani e Rižana. Come si legge sull’architrave del portone della chiesa, nel 1688 sorse anche la chiesa parrocchiale di San Floriano, detta anche »cappella grande«. Dai documenti risulta inoltre che nel 1741 la parrocchia di Kubed, che comprendeva anche i villaggi di Hrastovlje, Dol e Gračišče, contava 668 anime. Kubed è descritto nelle topografie di Prospero Petronio, del vescovo di Cittanova Giacomo Filippo Tommasini e dal vescovo di Capodistria Paolo Naldini, che nella sua celebre opera »Corografia ecclesiastica« del 1700 parla anche di un castello fortificato e, soprattutto, della chiesa parrocchiale di San Floriano. Più importante ancora risultò lo sviluppo del villaggio nel XIX secolo, epoca in cui Trieste, come porto nonché centro commerciale ed industriale della monarchia asburgica, favoriva l’agricoltura del territorio circostante e, nell’area di Kubed, diede un impulso positivo allo sviluppo della viticoltura, della produzione olearia, dell’allevamento, dell’orticoltura e della produzione di latte. Accanto al repentino sviluppo agricolo e ai vivaci collegamenti commerciali con Trieste ebbe inizio un periodo di fermento anche per la vita culturale del villaggio. Per l’Istria fu di grande rilevanza il comizio di Kubed del 7 agosto 1870, il cui promotore e organizzatore fu Franjo Ravnik. Il merito del comizio di Kubed fu soprattutto quello di risvegliare gli sloveni e i croati dell’Istria da un periodo di ristagno politico. Gli interventi degli oratori verterono in maniera esplicita sui diritti nazionali, tra i quali soprattutto l’uso della lingua slovena nella scuola, negli uffici, nei tribunali e nella vita pubblica. In occasione del centenario del comizio, nel 1970, nel muro del campanile fu posta una lapide commemorativa, per il 120° anniversario (già nel 1989) si svolsero importanti celebrazioni con lo slogan TA ZEMLJA JE SVETA – TA ZEMLJA JE NAŠA! (»Questa terra è santa – questa terra è nostra!«). Nel 1913 a Kubed nacque Alojz Kocjančič, sacerdote e primo poeta istriano a scrivere in lingua slovena, il cui nome rimase iscritto tra i grandi della letteratura slovena come poeta patriottico dell’Istria slovena; con amarezza e orgoglio decantava l’incessante lotta dei savrini per la sopravvivenza materiale, nazionale e morale.

 


GPS Northing (N) : 45,5028 
GPS Easting (E) : 13,8806 
Fotografie
Curatore : Turistično informacijski center Koper | ++386 5 664 64 03 | | last modified: 09.02.2012
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E: 13,8806
Destinazione: Istria Slovenia
Località: Kubed

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